Il diletto e la poesia
Non c'è maggior diletto
che cercare la poesia
in un mezzo sorrisetto
proprio sotto casa mia
manco avessi un bel vialetto
fiori e foglie in armonia
e non un solo mero insetto
nè la tosse o l'allergia.
Quasi a farne un po' un dispetto
sale la malinconia
sono giorni che ti aspetto
è solo mia questa mania?
sembra ieri che ti ho detto
"resta qui, perchè vai via?"
"Buono il tuo caffè corretto,
ma è il compleanno di mia zia.."
Mi ricordo di quel detto
che ha solcato la mia via
"pensa, agisci e vai di getto,
non lasciar la bramosia
di voler essere perfetto
far fuggire la magia"
Bello il discorso, faccio l'occhietto,
ma ti lascio tutto in segreteria.
Provo a pregar Maometto
provo a supplicar Maria
pentito di esser stato schietto
ma non c'è miglior strategia
D'un tratto bussano al mio uscetto
mi va di traverso il malvasia
sbircio un attimo dal buchetto,
apro ed entri come una spia.
"Il mio cellu non ha retto,
si è spaccata la batteria,
mi ha fatto uno scherzetto
e l'ho buttato via.
Senti un po', mio maschietto
femmina sono e voglio allegria,
dai andesso andiamo a letto
e porta pure il malvasia".
Finchè all'ultimo versetto
privo di galanteria
viene meno quel sospetto
e vien più la fantasia
ci si manca di rispetto
poco conta la leggiadria
e comincia maggior diletto
che non spiego, in poesia.
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