Mi consigli quale computer comprare? Mi serve solo per internet!
Pubblicato il 14 luglio 2017, riscritto integralmente il 16 settembre 2026.
Chiunque si occupi di informatica si è sentito fare questa domanda, di solito seguita dalla rassicurazione: «mi serve solo per internet». È la frase che manda fuori strada l’acquisto, perché non descrive un uso modesto: descrive l’uso più esposto che si possa fare di un computer. Ho scritto la prima versione di questa guida nel 2017 e da allora una cosa che consigliavo è cambiata del tutto. La trovate più sotto, dichiarata.
«Solo per internet» non è una richiesta modesta
Il browser oggi è il computer. Dentro Chrome o Firefox passano la posta, la banca, i documenti, lo SPID, le videochiamate, gli acquisti. Tutto quello che può andare storto in una giornata digitale passa da lì.
Ed è anche il punto da cui entra quasi tutto il resto: le email di truffa che bisogna imparare a riconoscere arrivano al browser, non al processore.
Quindi la domanda da portare in negozio è una sola: quanto deve essere solido un computer che fa passare la mia vita amministrativa? Il prezzo viene dopo.
La cosa su cui avevo ragione: non lo userete solo per internet
Quando si compra una sedia si sa che servirà per sedersi. Un computer è un coltellino svizzero, e prima o poi vi servirà per qualcosa che oggi non avete in mente:
- Documenti da aprire, correggere, firmare e stampare
- Posta elettronica, personale e a volte di lavoro
- Musica, film e serie — Spotify, Netflix, Apple Music, Prime Video, NOW, YouTube: tutta roba che oggi si guarda dal browser e consuma memoria
- Fotografie e ricordi, che si accumulano e vanno tenuti da qualche parte
- Videochiamate con figli, nipoti, medici e uffici pubblici
- SPID, fascicolo sanitario, dichiarazione dei redditi: servizi che ormai esistono solo online
Un computer comprato risparmiando fino all’osso diventa inutilizzabile in due anni e se ne compra un altro. Meglio spendere una volta sola per qualcosa che duri.
La cosa che è cambiata: l’antivirus a pagamento
Nel 2017 scrivevo che un antivirus gratuito sarebbe stato inferiore a uno a pagamento e che su quella voce non si doveva risparmiare. Oggi quel consiglio non lo darei più, perché i dati dicono un’altra cosa.
Microsoft Defender è compreso in Windows, non costa niente e non va installato. Nei test indipendenti di AV-TEST del giugno 2026 ha ottenuto 17,5 punti su 18 — 6 su 6 in protezione, 6 su 6 in usabilità — con la certificazione «Top Product». Sta insieme ai prodotti a pagamento, non sotto.
Chi usa un computer per navigare, leggere la posta e tenere i documenti non ha bisogno di comprare un antivirus. Quei soldi si spostano su due cose che contano di più: la macchina e il backup.
Il discorso cambia in azienda, dove servono console centralizzata, rilevamento comportamentale e una persona che guarda gli allarmi. Ma quello non è «un computer solo per internet».
Windows 10 è fuori supporto: questo sì, cambia l’acquisto
È il fatto più importante del 2026 e molti non lo sanno: Windows 10 è fuori supporto dal 14 ottobre 2025. Microsoft vende un prolungamento dei soli aggiornamenti critici, ma è un cerotto a termine, senza supporto tecnico e senza nuove funzioni.
Un computer che oggi gira su Windows 10 senza quel prolungamento non riceve più correzioni di sicurezza. Continua ad accendersi, e ogni falla scoperta da qui in avanti resta aperta per sempre.
Per questo, comprando oggi, l’unica cosa non negoziabile è che il computer arrivi con Windows 11 — e che ci arrivi legittimamente, non forzato su hardware non compatibile. I requisiti minimi ufficiali sono processore a 64 bit con almeno 2 core, 4 GB di RAM, 64 GB di spazio, TPM 2.0 e avvio protetto UEFI.
Attenzione però: quelli sono i requisiti per installarlo, non per usarlo bene. Sono il minimo legale, non il minimo sensato.
Il minimo sensato, nel 2026
Questi sono i numeri con cui guardo una scheda tecnica. Non c’entrano le marche.
| Componente | Minimo sensato | Da evitare |
|---|---|---|
| Memoria (RAM) | 16 GB | 4 GB, e anche 8 GB se dovrà durare |
| Disco | SSD NVMe da 512 GB | disco meccanico, memoria eMMC |
| Sistema | Windows 11 preinstallato e attivato | Windows 10, o «senza sistema operativo» |
| Schermo | almeno Full HD, pannello IPS, opaco | 1366×768, pannelli TN |
| Processore | di generazione recente, quattro core reali | modelli d’ingresso di cinque anni fa |
Delle cinque righe, le prime due sono quelle che si sentono ogni giorno. La memoria decide quante schede del browser potete tenere aperte prima che tutto si inchiodi; l’SSD decide se il computer si accende in dieci secondi o in tre minuti. Un computer con 16 GB e un SSD sembra veloce anche fra cinque anni. Uno con 4 GB e una memoria eMMC sembra lento il giorno che lo togliete dalla scatola.
Le marche non contano, il budget sì
«Compro un Acer?» — «Io se non è Apple non mi fido» — «Mio cugino ha un HP e non ha mai avuto problemi»
Ogni marchio ha una gamma d’ingresso che sconsiglio e una gamma media che consiglio. Il nome sulla scocca dice poco; la scheda tecnica dice tutto.
Quindi si parte dal budget. Andreste da un concessionario a dire «ho 600 euro e vorrei una Ferrari»? Il discorso è lo stesso: se non ci sono i soldi per un prodotto almeno di fascia media, conviene rimandare l’acquisto invece di comprare due volte.
Non state comprando solo un computer
Il tipico computer «solo per internet» viene cercato da chi non si trova bene con lo schermo del telefono o non riesce a usare bene il touch screen. Quasi sempre chiede un portatile, per non doversi sedere alla scrivania ogni volta.
Ed è qui che ho visto l’errore più frequente, che con la tecnologia non ha niente a che fare: se una persona non se la cava con il touch screen, non se la caverà mai con il trackpad. Quel quadratino scuro sotto la tastiera diventa una trappola, soprattutto per i meno giovani, che dopo una settimana chiedono un mouse normale. È lo stesso meccanismo di cui parlo in come spiegare il computer agli anziani: lo strumento che intimidisce non viene usato.
Ho avuto clienti che hanno comprato un portatile per lavorare in treno e non hanno mai pensato alla borsa, ritrovandosi in stazione con il computer in una mano e l’alimentatore nell’altra. E altri che non avevano previsto nessun sistema di salvataggio: alla prima email sbagliata si sono trovati i dati cifrati e nessuna copia.
Se prendete un portatile
- Mouse USB — senza fili se vi va di cambiare le pile, con il filo se lo volete affidabile, ma di buona qualità
- Borsa solida, dimensionata per il modello
- Disco esterno per le copie di sicurezza
- Supporto rialzato se lo userete per ore: tiene arieggiata la base. Quelli con le ventole alimentate dalla USB restano superflui
Se prendete un fisso
- Monitor, mouse e tastiera — qui la qualità si vede e si paga; lo schermo è la cosa che guarderete per anni
- Aria compressa per la manutenzione: le ventole si riempiono di polvere in pochi mesi, e la polvere fa salire le temperature
Il backup: l’unica voce su cui non ho cambiato idea
Se siete disposti a perdere i vostri file da un momento all’altro, non preoccupatevi: il computer si riporta alle impostazioni di fabbrica e torna come nuovo, senza niente dentro.
Se invece quei file contano, serve una copia che si faccia da sola e che venga controllata. Le basi le ho raccolte qui, e vale la pena sapere perché oggi una copia normale non basta più: i ransomware moderni cercano i backup prima di cifrare i dati, e una copia raggiungibile dal computer infetto è una copia che sparisce con tutto il resto.
Allora quanti soldi devo spendere?
Rifacciamo il conto del 2017 con i prezzi e le necessità di oggi. Partiamo da 800 euro.
| Voce | 2017 | 2026 |
|---|---|---|
| Budget di partenza | 800 € | 800 € |
| Antivirus (3 anni) | − 150 € | 0 € — Defender è compreso |
| Backup (disco esterno + primo anno di copia remota) | − 100 € | − 110 € |
| Accessori (mouse, borsa o tastiera) | − 70 € | − 70 € |
| Resta per il computer | 480 € | 620 € |
620 €
A questa cifra, nel 2026, si trova un portatile con 16 GB di RAM, un SSD da 512 GB e Windows 11 attivato. Non è una macchina da dieci ore al giorno di lavoro, ma per «andare soltanto su internet» durerà anni senza far rimpiangere niente.
Il budget resta 800 euro. I 150 euro liberati dall’antivirus vanno sulla memoria e sul disco, cioè sulle due cose che deciderranno come vi sembrerà quel computer fra quattro anni.
E se invece avete già disco esterno, mouse e borsa, non scendete a 620: comprate il computer da 800 euro e fidatevi. Sarà la scelta giusta.
Le tre domande da fare al negozio
- «Quanta RAM ha e si può aggiungere?» Se la risposta è 8 GB saldati, guardate un altro modello.
- «Il disco è un SSD NVMe?» Se sentite «hard disk da 1 TB» a quella fascia di prezzo, state pagando capienza al posto della velocità.
- «Windows 11 è preinstallato e attivato?» Un computer venduto ancora con Windows 10 è un computer che nasce senza aggiornamenti di sicurezza.
Tre domande, trenta secondi, e avete escluso il novanta per cento degli acquisti che poi mi portano da riparare. Il resto — la marca, il colore, la retroilluminazione della tastiera — è gusto personale, e su quello non ho consigli da dare.



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